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日志


4月25日

Stalker

 

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Ogni singola cosa che dici io la registro e poi la riascolto, milioni di volte. Se io sono nell'ombra che ti è accanto tu ci passi affianco ma non mi senti. Ma io sono con te, tutto il tempo. Ti fa paura. Ti vedo percorrere le stesse strade che un giorno erano nostre, sono con te, per tutto il tempo. Dormi in notti senza sogni, ti risvegli in letti sconosciuti e sei nel buio, senza me. Non ti lascerò, ti inseguirò come uno squalo, come un uragano e distruggerò tutte le amicizie che cercherai di stringere, perché sei mia e io sono tuo, lasciami entrare.

Non fingere che non ci sia stato qui tra queste lenzuola che ora riponi nell'armadio, non smettere di amare il cibo che ti preparavo. Continua a stringere le gambe immaginando che io sia li, dentro di te, a possederti ancora. Agisco come un amico, sono sempre alle tue spalle a proteggerti. Sono ciò che non va via, come un segno sul corpo, sono il tuo fiore in bocca, verrai via con me.

 

 

 

Non puoi chiudere gli occhi, è inutile. Sento il vento che cerca di trascinarmi ma io sono attaccato al tuo davanzale, striscio lungo le tue finestre, batto contro i vetri, disegno con le dita infiniti cerchi. Tornerai mia. Puoi ritagliare via il mio volto dalle foto, puoi cancellare il mio nome, esso tornerà più forte e più indelebile di prima. Cambia pure il tuo volto, modifica il tuo modo di parlare, io ti registrerò, per ascoltarti ancora. Sono l'ombra che ti segue nelle tue notti, sono il faro che illumina il tuo cammino, l'acqua che bagna le tue labbra. Posati su di me, fammi entrare, non lasciarmi qui fuori. Per tutto il tempo che vivrai, per quello che cercherai di non vivere, per le ore di buio che vorrai affrontare, sarò qui, come un amico, come una nuova marca sui tuoi pantaloni. Lasciami entrare o lacererò le tue carni a furia di masticare il vuoto. Sono il tuo uragano, quello che ti costringe a rimanere a casa. Sono la pioggia fitta che ti impedisce di camminare, sono il luogo in cui non vorresti mai entrare.

Ogni notte devo partire. Ogni notte devo vestirmi di seta e immaginarmi meno reale. Ogni notte sono sul mio letto da quattro soldi che per l'occasione si trasforma. Il baldacchino si compone di rose fresche e mature. Quando cala la notte sulla città io posso sentire la storia filtrare dalle sua mura, dai suoi ciottoli e non posso che partire. La mia casa ha soffitti alti e pavimento imbarcato. Gli odori che porto sono odori di mercanti e di giullari, di re e di servi.

Ogni notte mi addormento posando le mie palpebre dove il cielo non si vede.

Senti la mia mancanza e pensi di non avermi mai avuto. Senti di perderti dentro i miei occhi, gli stessi che pensi di non aver mai visto. Ti rigiri cercando le mie mani, vuoi dirigerle dove non sono mai state. Sulla porta, nel vapore del tuo bagno caldo, tra la frutta che porti alla bocca, nello schermo del tuo ipod, mi senti risuonare forte. Io sono con te, tutto il tempo. Se questa è una maledizione io non lo so, ma sono morto mille volte e rinato altrettante solo osservandoti nel sonno.

4月18日

Blind

 

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Un pomeriggio estivo. Due uomini prendono un caffè in un pub al centro di una grande città. Il traffico è intenso, le voci dei passanti si mescolano ai rumori dei piatti che provengono dalla cucina del bar.

 

 

 

 

 

 

 

Eddie: -"E' che dicono che io sia perfezionista, ok, forse è vero. Ma che c'è di male? e poi, aspetta...ti spiego. Eravamo la', uno di fronte all'altra. Occhi negli occhi, tutto perfetto. Al centro della scena. Potevo quasi sentire il respiro degli spettatori, le luci mi riscaldavano piacevolmente il viso, il cuore mi batteva dell'emozione. Ero pronto, ancora una battuta e poi..il bacio finale. Sentivo già le mani che mi tremavano dall'eccitazione e i nervi tesi per esercitare la giusta pressione sulle sue braccia, prenderla e portarla a me. Ok, mi dico, ci siamo. Mi avvicino, le mie labbra sono quasi socchiuse e lei, lei...BONK! Un tonfo così non l'avevo mai sentito, per fortuna avevo gli occhi mezzi aperti altrimenti avrebbe trascinato anche me li sotto. Sento dei lamenti, mi affaccio per assicurarmi che non stessi sognando. A questo punto, devo dirlo, mi sentivo davvero soddisfatto, non avevo perso neppure per un attimo il mio personaggio, mi sentivo lui, mi muovevo come lui e, l'imprevisto mi faceva camminare e pensare ancor più come Dominique. Con passo da giovine signorino francese mi dilettavo nella ricerca di un motivo per rendere l' incidente parte del dramma. Lo sapevo, me lo sentivo, nessuno se ne sarebbe accorto, nessuno averebbe compreso..sarebbe apparsa anzi una genialata...puro realismo. Un volo a mezz'aria, gambe svolazzanti, pizzo e cotone giù dal palcoscenico. Già mi figuravo la faccia di quelli in prima fila...prima un urletto, poi la paura per l'incolumità della donzella e poi lo sguardo fisso su di me. Si, dovevo essere io l'intrepido, l'incredibile attore che salva la scena rendendola un capolavoro. Ed ero pronto: le mani in tasca, un solo attimo di esitazione e poi dal fondo della scena in corsa fino al proscenio, un piccolo balzo in avanti per raggiungerla, tenderle una mano e..."Mi dispiace, sono davvero spiacente" Si alza e fa un inchino al pubblico. Capito che ha fatto quella maledetta stronza? Che avrei dovuto fare, capisci? Ero la, bellissimo, tutto impettito a porgerle la mano del suo amato e lei...lei manda a puttane tutto. Incredibile, ti giuro, avrei voluto spezzarle il collo, mi sono fermato a pensare in quanti modi sarebbe potuta morire. Nel giro di due o tre secondi l'ho vista morta nella vasca da bagno alla Jim e stesa per terra in una pozza di sangue alla Kurt e ti giuro, mi incazzavo anche per averle attribuito due possibile morti così culturalmente accettabili. Ora che ci penso avrei preferito che lei scuotesse un albero pieno di neve e che, malauguratamente due ghiaccioli giganti a forma di cono le cadessero prima in un occhio e poi nell'altro. Le avrei anche detto: "Cosa c'è? Non mi vedi più? Peccato, ti stavo porgendo la battuta, puttana!"

Travis: -"Beh piantala dai, poverina, che ti ha fatto? Si è schiantata per terra, può capitare no? Non sei tu poi quello che dice che bisogna essere comprensivi con le giovani attrici senza esperienza e che è solo essendo pazienti che si può trarre il meglio dalle persone?"

Eddie: -"Io? Non ho mai detto nulla del genere. Che fai adesso ti metti ad inventarti le parole? Queste battute non sono mai state scritte."

Travis: -"Lo so intendevo tu tu, non Dominique. Credo che tu ci stia mettendo un po' troppo di te in lui, non è che arrivi a perdere i confini di ciò che è reale così? Dovresti prenderti una pausa forse. Dai, vieni da me per il weekend. Ci facciamo una grigliata e invitiamo un po' di amici. Tra l'altro c'è un'amica che tenevo a presentarti."

Eddie: -"Hmm va bene, ma che non sia come quella dell'altra volta per favore che non mi si rizza nemmeno con il viagra. Ah...e dille che odio le gonne di pizzo e cotone."

Travis: -"Si, signorino, sarà fatto. Eh comunque questa è carina sul serio. Lo sai...quella volta...!"

Eddie: -"Non ricominciare a raccontarmi quella storia ti prego...ok, è successo, eri ubriaco, hai invitato un travestito alla festa. E' stato un errore, ho capito. Ma cerchiamo di dimenticare..."

Travis: -"Si ma tu ogni volta m'interrompi. Così non saprai mai quello che è veramente accaduto."

Eddie: -"No, no, bastaaa! Ho detto che non voglio sapere cosa ci facevo nel bagno con quella. Anzi no..quello. Insomma...basta!"

Travis: -"Va bene , lo so che può essere...insomma...un po' dura da...digerire."

Eddie: -"Smettila, tra l'altro fai anche delle battute di dubbio gusto, lasciatelo dire..."

Travis: -"Ok, ok ma questa volta è diverso. Stavolta ti tocca fidarti di me. E' una bella, giovane attrice...dicono anche brava. Come piacciono a te. Da allevare insomma... eh eh!"

Eddie: -"Coglione io ci vengo a casa tua ma solo perché è al mare e mi rilassa.

DUE GIORNI DOPO: Una festa nella casa al mare di Travis. C'è odore di carne grigliata. Diversi uomini sono intorno al barbecue. Le donne sono sul bordo piscina. C'è chi nuota. Nella piscina palloni colorati. Eddie ha delle salsicce crude in mano, le taglia e le posa sulla griglia. Si beve vino rosso. Eddie racconta tutto infervorato...

Eddie: -"Eh insomma capite? Questa mi ha rovinato tutta la scena...vi dico che era perfetta. A volte l'improvvisazione poi è la cosa che esce meglio perché sapete non c'è niente di più realistico che la vita reale. E' proprio quando si riesce a portare il privato sulla scena che nasce l'arte. E il pubblico non può che accorgersene."

Si apre una porta scorrevole, Travis esce dalla cucina e richiude la porta dietro di sé.

Travis: -"Eddie, scusa, puoi raggiungermi in cucina un attimo, voglio presentarti una persona..."

Eddie: -"Scusate ragazzi, il dovere mi attende."

Travis prende da parte Eddie

Travis: -"Eddie, ti ricordi "l'incidente" del ragazzo/a dell'altra volta? Eh, in pratica era questa tipa che ti volevo presentare che poi non è venuta e allora...insomma per quello che è successo quel casino. Ma ti giuro io non sapevo che lei...avesse...hai capito."

Eddie: -"Senti, non so come dirtelo. Non è successo niente e voglio solo dimenticarmene ok? Com'è questa piuttosto?"

Travis: -"Eh, sta di la'. Credo sia valsa la pena sai...voglio dire, attendere per una così. Vieni."

Entrano in cucina, c'è una ragazza con una gonna lunga scura, appoggiata ad un ripiano. Si vede solo la sua schiena scoperta e dei lunghi capelli dorati e ondulati..

Travis: -"Eddie, lei è Virginia."

Silenzio. La ragazza si volta e accenna un leggero sorriso. Eddie è impietrito. Poi lentamente si muove verso di lei che sta quasi per parlare. Eddie la sovrasta. Dapprima è calmo poi ferocemente le urla contro...

Eddie: -"Virginia? Ti chiami così? Bene Virginia, devo andare in bagno, vieni con me?"

Travis guarda i due confuso. Non ha il tempo di parlare, Eddie afferra Virginia da un braccio trascinandola via verso il bagno.

Eddie: -"Sai, io e te dobbiamo parlare. Apro il rubinetto della vasca così nessuno ci sente ok? Ah, comunque...bella gonna."

Virginia: -"Guarda Eddie, mi hanno detto che te la sei presa ma io non potevo immaginare che tu.."

La ragazza indietreggia, prova a giustificarsi con un atteggiamento da gatta.

Eddie: -"Che io cosa?"

Virginia: -"Si, ma era solo una prova..."

Eddie: -"Solo una prova? Lo sai da quanto tempo studio per questo ruolo? E tu almeno, l'hai letto tutto il copione?"

Virginia: -"Ehm, era la prima prova Eddie..."

Eddie: -"Bene, allora non sai come finisce...Dominique e Clara...loro si amano ma lui, lui...è ossessionato da lei...e dal suo corpo...nell'acqua, di come il suo corpo galleggia, nell'acqua."

Virginia: -"Ehm Eddie, si...lo proveremo dai, ma adesso..siamo ad una festa."

Eddie: -"Si, hai ragione. Dobbiamo divertirci. Vieni qua, usciamo."

Mentre lei fa per avvicinarsi alla porta Eddie le afferra con una mano i polsi e con l'altra le blocca il respiro...fuori si sente vociare...Travis ha smesso di chiedersi cosa stiano facendo...La ragazza si muove furiosamente ma la presa è forte, sviene. Eddie alza il corpo e lo ripone nella vasca che si riempie piano. Il pizzo e il cotone della gonna si fanno sempre più pesanti. Il corpo comincia a galleggiare. Eddie osserva la scena e soddisfatto si avvicina alla porta ci si appoggia. Quando l'acqua sta quasi per sbordare le si avvicina e le prende la testa tra le mani, le blocca nuovamente il respiro e la spinge giù. La ragazza rinviene e si dimena nell'acqua...

Travis: -"Virginia? Eddie? Tutto bene? Che sta succedendo lì?"

Il vociare della festa si spegne, si sente solo l'acqua che scorre e le urla di Travis.

Travis: -"Eddie, apri ok? adesso devi aprire questa cazzo di porta, non fare lo stronzo."

Silenzio, dell'acqua fuoriesce dall'altra parte della porta.

Travis: -"Eddie adesso entro capito, aprimi o la sfondo questa cazzo di porta."

Eddie ridacchia, è appena percettibile, sembra quasi un lamento. Pausa. Travis scardina la porta e entra in bagno. Vede Eddie chinato sul corpo che ancora si dimena. Un pugno, un altro. Eddie è a terra ma si rialza furibondo e cerca ancora di prendere Virginia. In due si avvicinano e lo trascinano via. Le sirene della polizia sono in avvicinamento. Travis chiude i rubinetti, prende in braccio la ragazza. Due ragazze si avvicinano a porgere un accappatoio, la coprono. Mentre portano via Eddie lui ancora...calmo, sorridendo...

Eddie: -"Ho scelto Jim alla fine."