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日志


2月27日

Kaustos

 

farmgirl

 

Eravamo io e te e un sentiero sconosciuto era di fronte a noi. Sentivo la tua voce lontana, ma forte e dolce al contempo. Mi guidavi dove non sarei potuta essere. La tua mano cingeva la mia , il respiro sembrava rallentare. Era la terra di nessuno e il calore e la morte l'avevano attraversata. Mi guardavi e sorridevi donandomi serenità insperata. Avevo paura e non volevo vedere, ma tu dovevi mostrarmi qualcosa. Tu ed io e intorno una terra desolata, malmessa, che aveva perso tutto ciò che aveva. Ma potevo ancora sentire il suono dei passi, la vita scorrere in quei luoghi ormai abbandonati. La mia mente, la logica, la razionalità mi avevano abbandonata e io seguitavo a cullarmi in te, in quello che stavi per mostrarmi. Persino la luce in quel luogo mi ricordava qualcosa di lontano...era tutto offuscato dai ricordi e dalla sensazione di aver lasciato che il mondo si approfittasse di quei luoghi.

 

 

Mi apparì da subito come una landa dormiente e la desolazione era tutto ciò che l'occhio umano potesse percepire. Ma tu hai voluto mostrarmi di più. Quelle piccole case in rovina, i giardini curati, la gioia che ci si respirava dentro...ho potuto cogliere tutto. Sentivo il vociare dei bambini e la fretta con cui la mattina venivano svolti i compiti degli adulti. La gioia delle famiglie riunite, gli odori tipici della campagna, l'apprensione dei genitori, i piccoli rituali giornalieri che accompagnavano la vita di quel luogo. Caminavi lenta , così che io potessi vedere. Ad ogni tuo passo un immagine era pronta ad imporsi dinanzi a me, inerme, impaurita, conscia dell'orrore di cui sarei potuta essere testimone. Guardavo le tue scarpe e mi ricordavano quando da piccola ti guardavo fare le faccende in cucina, ti arrivavo a mala pena alle ginocchia...e le tue scarpe erano ciò che seguivo, le calze arrotolate in fondo, ruvide, come la tua pelle di contadina. Ancora dopo tanto tempo erano loro a guidarmi, i tuoi piedi. Ad un certo punto pensai di non poterti più seguire, tu, il mio Virgilio, in un mondo a me incomprensibile... Terrorizzata, non avrei voluto avanzare ma lungo il cammino mi accorsi che dovevo sapere e per un attimo tornai bambina. Mi sentivo come quando m'infilavo sotto il tavolo per spiarti senza che tu mi vedessi. Eri così grande ed importante per me ed avevo la certezza che tu ci saresti sempre stata nella mia vita. Ogni tanto volgevi il tuo sguardo indietro per assicurarti che non mi fermassi e il tragitto si faceva sempre più chiaro.

Un lungo percorso in un campo verde e malinconico. Ad ogni tuo passo vedevo il fango cadere dalle tue scarpe per poi riattaccarvisi, faceva freddo e io potevo sentire le ossa farmi male e le ginocchia scricchiolare. Sul sentiero c'erano segni di passaggio recenti come di ruote di carretti o attrezzi da lavoro, L'aria umida ci ricordava della pioggia che cadeva di frequente e della fretta con cui chi aveva vissuto lì era corso a ripararsi. Sulla strada giravo lo sguardo cercando di capire ma nessuno era in quel luogo. Cominciai a vedere scene di vita quotidiana e la mia attenzione fu rapita da un grande arco di pietra, molto antico,con iscrizioni su entrambi i lati. Ti eri accorta della mia inquietudine ma dovevi andare avanti, così che potessi essere anch'io consapevole.

Entrammo in una delle case, ormai completamente vuote.

Tutto era stato abbandonato in estrema velocità, i pasti erano ancora sulla tavola, tutto era come pietrificato. Un paio di sandali sdruciti giaceva incustodito vicino alla fornace e tutto attorno c'erano segni di intimità, un'intimità che qualcosa aveva violato. La casa non era molto grande ma accogliente. Si percepiva la vita che vi era posata. In cucina c'erano i segni di un pasto preparato con cura e l'amore per le tradizioni. Mi sentivo triste e cominciai a capire che quelli erano i segni di vite interrotte. I nomi dei bambini incisi sulla pietra di quella cucina così familiare mi portarono indietro ai giorni in cui si rincorrevano intorno al tavolo e giocando crescevano. Mi avevi mostrato tutto questo per farmi sentire come sono simili le esistenze dei bambini di tutto il mondo e subito infatti mi venne in mente la mia infanzia e i miei numerosi cugini. Nessuna differenza tra quei bambini e noi a parte la religione.

Ma era stata la religione la causa del loro dover fuggire via?

Sentii il bisogno di guardarti negli occhi e quel blu rassicurante campeggiava ancora in te a ricordarmi l'esistenza della bellezza. Volevi spiegarmi ma io avevo già compreso...ti chiedevo ancora perchè fossi li e tu, ancora una volta mi rassicuravi, tenendomi la mano. Me la sfioravi con tenerezza, così che il tuo messaggio potesse giungere direttamente al cuore. Sentivo il bisogno di uscire da quel luogo e allora dischiusi la porta di legno che avevo davanti ma varcata la soglia era tutto diverso, cupo, e il verde di quei campi mi faceva sempre più paura...ora potevo vedere tutto. Gli adulti indaffarati stringere i lacci alle scarpe dei loro bambini in previsione di un lungo cammino, i carretti preparati in gran fretta con lo stretto necessario, il lavoro abbandonato, le case e i luoghi di preghiera seppelliti da un terrore inumano. Vedevo tutto e assistevo alla shoah in prima persona, le immagini mi sovrastavano e potei sentire, per pochi ma intensi istanti, il dolore di un popolo che perde tutto, costretto a fuggire e a sentirsi inadeguato ovunque. Tu mi dicevi di osservare ancora ma io cominciavo a vacillare. Una tua affermazione a sconvolgermi ancora: “qui ora io sto bene”. Non pensai più, cominciai a correre indietro per quella strada che mi aveva portato da te. Ogni mio passo mi allontanava dalla tua vista. La tua sagoma aveva ormai contorni indefiniti, mi guardavi alontanarmi mesta sperando che potessi ancora udire la tua voce.

E in quell'istante udì il tuo messaggio chiaro imporsi dentro me: “se segui questo sentiero non potrai temere niente”.

2月23日

Man on the moon

  

6

 

 

Conosco un uomo, un uomo che non sa di esserlo. Un uomo che rincorre i suoi sogni con disperazione e affanno ma s'inganna che così non sia... Che s'illude di poter vivere di sè ma continua a cercare fuori di sè la risposta ai suoi mali.

Niente è abbastanza per lui.

Si rintana nella certezza che il mondo faccia schifo perchè non sopporterebbe la luce e lo splendore delle cose belle...ma non è un uomo incapace di riconoscere la bellezza e se ne circonda anche non volendo. L'uomo che conosco io non è uno dei tanti fantocci che vedi camminare sui marciapiedi. Lui si nasconde e non ama essere visto, vive nell'ombra e nel chiarore della luna che si specchia negli occhi di un bambino.

 

Vive nelle cose semplici e delle cose semplici ama nutrirsi, apprezzandone ogni boccone...come se fosse il primo e l'ultimo insieme. Nei suoi giacigli giacciono assieme lana e seta, non si ferma mai nello stesso luogo...solo il tempo di un sospiro e i vetri della sua mente si appannano come nel tentativo di eludersi.

Tra le sue labbra parole urlate nel vuoto.

Sulla sua luna i suoni non si propagano, parlare non ha senso. Ascoltare non ha senso. Lo vedo deglutire la vita, cercare di spingerla in profondità. Nel groviglio del suo stomaco si celano apatici e scellerati desideri. “Cercherò di digerirli” sembra dire a sè e si contorce nell'attesa che un altro giorno sia finito e che il sole possa finalmente spegnersi...è troppo vicino alla sua luna. Lo illumina di una luce malsana.


Bisogna trovare rifugio.


Pioggia e rumore

 

Pioggia e rumore in un pomeriggio di maggio

possono volerti suggerire di rimanere a casa,

di rinchiuderti nel tuo guscio,

scavarti una tana nelle lenzuola e aspettare,

per poter ancora udire il ronzio dei passi nelle strade.


Pioggia e rumore in un pomeriggio di maggio

possono far scappar via gli uccelli che vedevi sul davanzale,

possono distruggere i giochi dei bambini, nei prati.


E se fai attenzione puoi sentirli,

ancora lì, seduti a guardare, a sognare, a sperare

che per una volta, quella pioggia e quel rumore

stiano fermi, ad aspettare.

2月22日

The Sims 2

     sims 2   

 

 

 

Chi mi conosce un pò sa che vado matta per un gioco: The Sims.

Già la prima versione aveva catturato gran parte dei miei pomeriggi da studentessa liceale. Ora c'è il seguito, The sims 2 a trasportarmi in una vita perallela piena di personaggi strani.

 

In realtà tendo a riprodurre nel mondo di The Sims il mio mondo. Costruisco quartieri a tema, creo persone somiglianti ai miei genitori, alla mia famiglia, a me stessa e li faccio entrare in contatto tra loro. Il realismo di questo gioco è incredibile. Le persone nascono (somiglianti ai propri genitori) crescono, vanno a scuola, trovano un lavoro, prendono casa e la arredano con il loro soldi e s'innamorano, giocano, scherzano, si odiano, soffrono e muoiono tutto secondo lo stile inconfondibile di Will Wright: il papà dei Sims.

The sims non è la prima creatura di Will Wright. Già nel 1989 si affaccia sulla scena dei videogames “Sim City”, grandioso progetto capace di simulare la vita e l'attività di una città.

Il videogiocatore è chiamato a vestire i panni di un sindaco che deve occuparsi di bilanciare la produzione, l'occupazione, l'inquinamento, l'energia, la vivibilità di una città “viva”.

Più tardi dal cilindro di Will Wright usciranno capolavori come “Sim Earth, Sim Ant, Sim Copter, Sim Tower, Sin Hospital” ma è la nascita della popolazione Sims a sbancare sulla scena mondiale. La prima versione di The Sims risulta essere il gioco più venduto al mondo: un record senza precedenti.

La Maxis, la casa produttrice del gioco è acquistata nel 1997 dalla Electronic Arts e il resto è storia recente. L'ultima versione di Sim City è la numero 4 e nel mondo di The Sims nel 2004 esce la nuova versione, quella a cui tuttora non posso fare a meno di giocare.

The Sims 2 è un gioco che si rinnova continuamente grazie all'opportunità offerta dal sistema di downolads per cui, avendo a disposizione la rete, ci si può collegare direttamente dall'interno del gioco al sito della EA games e scaricare skin e qualsiasi tipo di oggetto utilizzabile nel gioco fino a lotti completi e ammobiliati.

Ma il collegamento diretto al sito non è l'unico modo di espandere il divertimento dei Sims, infatti basta digitare su un motore di ricerca qualsiasi “the sims 2 downloads” per essere catapultati in un mondo di siti internet curati da fans di tutto il mondo (particolarmente interessanti sono quelli giapponesi) in cui fare shopping a più non posso (hd permettendo) per i vostri amici virtuali.

Detto questo vi consiglio naturalmente di averlo. Fatevelo prestare, guardatelo, cercatelo, compratelo, ne vale la pena.

Mi rivolgo soprattutto alle ragazze: questo è un gioco per noi.

Finalmente avremo l'opportunità di comandare, gestire, vestire e “ripulire” la vita degli uomini e, dato che non ce lo permettono nella vita reale, sbizzarritevi in quella virtuale. Non sarà la stessa cosa ma da soddisfazione!!! :)))


Buon divertimento a tutti.